martedì 19 febbraio 2013

La porta del sogno

La porta del sogno



Erika e Luca ripensarono a quando  erano appena entrati nel castello e avevano visto le sette porte tutte diverse: una bianca, una rossa, una verde, una azzurra, una rosa, una blu come la notte ed una nera. Mentre i due ragazzi contemplavano le porte, era apparsa  una nuvola di fumo che, dopo pochi istanti, svanì lasciando una strana chiave ed un biglietto su cui era scritto: ”La porta bianca è quella del passato, la porta rossa è quella del presente, la porta verde è quella del futuro, la porta azzurra è quella del sogno, la porta rosa è quella della fantasia, la porta blu come la notte è quella della paura e la porta nera è quella della morte.

La chiave le può aprire tutte, ma una sola volta ed ora era davanti a quella del sogno. Infilarono la chiave nella serratura. Clic-clac. La porta si aprì mentre la chiave scomparve in una nuvola d’oro. Entrarono con cautela e, guardandosi intorno, videro fiumi di cioccolata, con sopra ninfee alla crema; tutt’intorno si vedevano fiori di zucchero, erba di marzapane, sassi che erano bignè e molto altro ancora completamente fatto di dolci.


Un vero sogno! Erika  e Luca, guardando quelle prelibatezze, si ricordarono che non mangiavano da tempo, così cominciarono a mangiare di tutto, finché non arrivò un orsetto di gelatina che disse ai due: “Ora che siete sazi seguitemi, vi porterò dal drago zuccherato, il re di queste terre”.  Appena arrivati dinanzi al drago zuccherato, Erika e Luca fecero un profondo inchino in segno di riconoscimento del suo potere. 

Il drago li salutò e disse: “ Ciao, Erika e Luca, è andato bene il vostro viaggio?”. Erika e Luca, balbettando dallo stupore,  risposero: “ B-bene … g-grazie… ma lei c-come f-fa a s-sapere i n-nostri n-nomi?” il drago rispose: “ Sono o non sono un drago magico?! E per favore,  non datemi del lei e chiamatemi Zucchi!”. I ragazzi appena  ripresi dalla sorpresa, dissero: “ Va bene, Zucchi”. Però, dicci, cosa sono quei triangoli neri in lontananza?”. Zucchi guardò, e con la sua lunga lingua di rotella di liquirizia si mangiò tutti quei triangoli: “Erano streghe, vogliono far diventare questo mondo un mondo di pietre, ma non quelle normali, ma del mondo umano, come dicono loro. Ah, ma voi di che razza siete?”. I ragazzi mentirono dicendo di essere della razza dei fiori. Zucchi chiese: “Vi va di fare un giro e vedere il mio mondo?”. I ragazzi risposero all’unisono: “Certo!!!” “Salite!” “Dove?!” “Ma naturalmente sulla mia schiena !!!” rispose il drago con tono d’ invito. Loro salirono e Zucchi cominciò a volare.

Dopo un po’ di tempo che volavano Zucchi si fermò a riprendere fiato e i due ragazzi rividero la stessa porta che avevano visto all’inizio, ci entrarono e in quel preciso momento aprirono gli occhi ritrovandosi nel castello.
Purtroppo quel sogno era svanito, ma non del tutto; videro una nuvola birichina spuntare da dietro una porta era tutta d’ oro e Luca con un movimento felino riuscì ad acciuffare la nuvola che quasi sembrava voler scappare. La nuvola svanì ma al suo posto comparve una cosa molto più interessante: una chiave d’ oro. Però non era completamente d’oro aveva qualche linea bizzarra qua e là quasi volesse significare qualcosa. Mentre stabilivano cosa fare Erika notò contro luce delle lineette simili a quelle sulla chiave, decisero allora di provare infilare la chiave nella serratura di quella porta. Senza che fosse passato neanche un attimo la porta cominciò ad aprirsi.



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