giovedì 21 febbraio 2013

In un castello brutto e stregato

In un castello brutto e stregato




In un castello brutto e stregato
Vive un fantasma molto arrabbiato
Vivon con lui streghe e stregherete
Che gli preparan buone polpette
C'é anche un fantasma un pó brontolone


Che mangia sempre un gran bombolone
Ma spesso cade giú dalle scale
Finendo dritto all'ospedale
C'é un fantasma dal nero mantello
Che tra tutti é certo il piú bello
Se ne va in giro con pietre preziose
Narrando a tutti storie scherzose
La filastrocca ormai é finita
Se vi é piaciuta schioccate le dita
Se vi é piaciuta schioccate le dita
La filastrocca ormai é finita



Il castello dei draghi

Il castello dei draghi




 Sono un drago timidone
Parlo poco alle persone
Se ricevo un complimento
Arrossisco anche sul mento
Sono un drago molto saggio
Buffo e dolce é il mio linguaggio
Porto sul naso un paio d'occhiali
Per leggere libri, riviste e giornali
La gente queste cose non le sa
Pensa:" mah.....i draghi.....chi lo sa?
Siamo tutti buoni e generosi: eccoci qua!
Un po' strani e buffi....chi lo sa?
Siamo tutti buoni e generosi: eccoci qua!
Con noi puoi venire anche a giocar!
Con noi puoi venire anche a giocar!

Sono un drago molto tranquillo
M'abbuffo sempre di dolci e mirtillo
Quando mi sveglio per colazione
Mangio biscotti e ciambelline

Sono il drago più raffreddato
Faccio starnuti e non sono malato
Mi piacciono i bimbi educati contenti
Ma parlo poco a quelli scontenti
Rit: la gente queste cose non le sa..........

martedì 19 febbraio 2013

La porta del passato

La porta del passato

Dentro era tutto buio e si vedeva una fioca luce allora corsero e andarono verso di essa.
Usciti pensarono che era la sala delle porte perché tutto era uguale, ma si sbagliavano,erano nel medioevo!!!!!

Quando si girarono, però videro che le porte erano sparite e sentivano delle voci, allora scesero veloci le scale e davanti ai loro occhi trovarono due paladini che proteggevano la stanza del re Carlo e della regina.
Ad un tratto Erika si vide vestita diversa, infatti aveva un abito verde smeraldo con rifiniture porpora e gioielli veri, mentre Luca era vestito come un feudatario senza corona.

I due guardiani capirono che si erano persi, e i paladini così gli indicarono la strada della sala e arrivati videro dove pranzavano castellane e cavalieri perché nel castello si svolgeva una festa reale. Dopo un po’ vollero scoprire altre porte, però gli serviva la chiave per entrare; ad un tratto gli si avvicinò una donna che chiese loro da dove venivano, Luca le raccontò la loro storia; la donna sorridendo gli diede la chiave che aveva al collo e disse: << Questa è la chiave che vi servirà per aprire un'altra porta>> Erika afferrò la chiave e uscirono dalla porta del passato. Si domandavano se fosse troppo rischioso entrare in un’ altra porta ma senza darsi risposta, spinti dalla forza di volontà decisero di entrare in quella porta misteriosa. Era decorata con tante nuvole e una maniglia a forma di mezzaluna la chiave sembrava entrare perfettamente e appena girata la porta si aprì.









La porta del sogno

La porta del sogno



Erika e Luca ripensarono a quando  erano appena entrati nel castello e avevano visto le sette porte tutte diverse: una bianca, una rossa, una verde, una azzurra, una rosa, una blu come la notte ed una nera. Mentre i due ragazzi contemplavano le porte, era apparsa  una nuvola di fumo che, dopo pochi istanti, svanì lasciando una strana chiave ed un biglietto su cui era scritto: ”La porta bianca è quella del passato, la porta rossa è quella del presente, la porta verde è quella del futuro, la porta azzurra è quella del sogno, la porta rosa è quella della fantasia, la porta blu come la notte è quella della paura e la porta nera è quella della morte.

La chiave le può aprire tutte, ma una sola volta ed ora era davanti a quella del sogno. Infilarono la chiave nella serratura. Clic-clac. La porta si aprì mentre la chiave scomparve in una nuvola d’oro. Entrarono con cautela e, guardandosi intorno, videro fiumi di cioccolata, con sopra ninfee alla crema; tutt’intorno si vedevano fiori di zucchero, erba di marzapane, sassi che erano bignè e molto altro ancora completamente fatto di dolci.


Un vero sogno! Erika  e Luca, guardando quelle prelibatezze, si ricordarono che non mangiavano da tempo, così cominciarono a mangiare di tutto, finché non arrivò un orsetto di gelatina che disse ai due: “Ora che siete sazi seguitemi, vi porterò dal drago zuccherato, il re di queste terre”.  Appena arrivati dinanzi al drago zuccherato, Erika e Luca fecero un profondo inchino in segno di riconoscimento del suo potere. 

Il drago li salutò e disse: “ Ciao, Erika e Luca, è andato bene il vostro viaggio?”. Erika e Luca, balbettando dallo stupore,  risposero: “ B-bene … g-grazie… ma lei c-come f-fa a s-sapere i n-nostri n-nomi?” il drago rispose: “ Sono o non sono un drago magico?! E per favore,  non datemi del lei e chiamatemi Zucchi!”. I ragazzi appena  ripresi dalla sorpresa, dissero: “ Va bene, Zucchi”. Però, dicci, cosa sono quei triangoli neri in lontananza?”. Zucchi guardò, e con la sua lunga lingua di rotella di liquirizia si mangiò tutti quei triangoli: “Erano streghe, vogliono far diventare questo mondo un mondo di pietre, ma non quelle normali, ma del mondo umano, come dicono loro. Ah, ma voi di che razza siete?”. I ragazzi mentirono dicendo di essere della razza dei fiori. Zucchi chiese: “Vi va di fare un giro e vedere il mio mondo?”. I ragazzi risposero all’unisono: “Certo!!!” “Salite!” “Dove?!” “Ma naturalmente sulla mia schiena !!!” rispose il drago con tono d’ invito. Loro salirono e Zucchi cominciò a volare.

Dopo un po’ di tempo che volavano Zucchi si fermò a riprendere fiato e i due ragazzi rividero la stessa porta che avevano visto all’inizio, ci entrarono e in quel preciso momento aprirono gli occhi ritrovandosi nel castello.
Purtroppo quel sogno era svanito, ma non del tutto; videro una nuvola birichina spuntare da dietro una porta era tutta d’ oro e Luca con un movimento felino riuscì ad acciuffare la nuvola che quasi sembrava voler scappare. La nuvola svanì ma al suo posto comparve una cosa molto più interessante: una chiave d’ oro. Però non era completamente d’oro aveva qualche linea bizzarra qua e là quasi volesse significare qualcosa. Mentre stabilivano cosa fare Erika notò contro luce delle lineette simili a quelle sulla chiave, decisero allora di provare infilare la chiave nella serratura di quella porta. Senza che fosse passato neanche un attimo la porta cominciò ad aprirsi.



La porta del futuro

La porta del futuro




Appena entrarono nella porta videro buio  e credevano di essere nella porta della morte ma …  poi vedero che si accendevano delle luci e capirono di essere nella porta del futuro perchè c’erano dei palazzi altissimi elettronici che bastava pigiare un bottone e si aprivano tutte le porte e bastava pensare a quello che volevi e da un buco dal soffitto cadeva.


C’erano delle macchine volanti e chi non poteva permettersi una volante ne aveva una con le molle al posto delle ruote. Mentre passeggiavano trovarono dei cani che scorrazzavano nel giardino con un collare florsciente e capirono subito che erano dei cani autonomi, che sapevano quando uscire e quando non, quando mangiare e quando non.
Mentre passeggiavano videro un negozio carino ed entrarono. In fondo alla stanza videro un gatto molto simile a loro che avevano perso in una giornata di pioggia. Allora andarono a chiedere al proprietario del negozio come si chiamava, e le rispose Mimmy. Loro capirono subito che si trattava del loro gatto e quindi uscirono dal negozio tutti contenti e continuarono la loro visita della città.
Mentre passeggiavano videro un altro negozio con dei robot in vetrina e dissero:
<< Come sono brutti quei robot!>>E i robot si ribellarono perché erano stati trattati sempre male e volevano uccidere tutti, soprattutto loro.




Così tutti zitti zitti andarono dietro a loro e videro quei brutti robot che li seguivano e così iniziarono a correre impauriti e senza accorgersene caddero in una buca e si ritrovarono nella grande stanza rotonda.
Erika notò che accanto alla porta da dove erano appena usciti c’era una porta
abbastanza piccola, polverosa e di legno sfumato di verde ormai marcio, questa era leggermente aperta da un lato. Allora Luca ormai sommerso dalla curiosità si precipitò verso la porta quasi abbattendola e chiamando Erika entrarono.





lunedì 11 febbraio 2013

La porta del presente

La porta del presente

Ad un certo punto la porta si aprì....i bambini pensavano forse di essere stati troppo imprudenti e non avevano idea di cosa ci fosse dietro la porta. Finalmente si cominciò a vedere qualcosa ma non troppo, piano piano la porta si apriva, Erika in quel momento notò che dietro la porta non c' era altro che la loro immagine riflessa. Quando se ne accorse anche Luca videro dietro di loro una nuvola tutta blu con una faccia arrabbiata che sghignazzava.






I bambini chiesero alla nuvola cosa ci fosse da ridere in uno specchio, lei ridendo sempre più esclamò:
"Allora non avete capito!"
"Che cosa?" risposero i bambini
"La lezione" li incalzò lei. I bambini ormai colmi di furore dissero:
"Quale lezione?"
"Sciocchi questa è la porta del presente!"
"Cioè?"
"Huff... vi devo sempre spiegare tutto, il presente non è altro che ciò che facciamo in quel singolo attimo! Perciò lì c'è uno specchio, perchè così vedete cosa state facendo. Comunque non disperatevi c'è un'altra porta aperta, tutto sta nel vedere se riuscite a trovarla!

"Ma come facciamo ad aprirla senza chiave?
"A già quasi dimenticavo, tenete"
La nuvola scomparve subito dopo aver lanciato la chiave a Luca.

 Daniele Andolfi








Il nostro presente: siamo a scuola
  



domenica 10 febbraio 2013

Inizia la storia....

Inizia la storia....




C’era una volta una classe di alunni che era  andata in gita a visitare un castello. Il castello sorgeva su una collina circondata da un bosco, per arrivare bisognava attraversarlo.

 Le mura del castello erano alte, ricoperte di edere e si vedevano quattro alte torri merlate,  in queste torri c’erano strette fessure  per quando i cavalieri nel medioevo dovevano combattere per proteggere il castello.
I ragazzi arrivati sul posto si fermarono per fare colazione per poi iniziare la gita al castello.
Erika e Luca erano i più curiosi e non avendo la colazione si incamminarono verso il castello senza dire niente a nessuno. Camminando vennero  attratti da un albero di mele rosse e si avvicinarono: che meraviglia!


Erano tanti gli alberi carichi di mele profumate. Guardandosi intorno videro un groviglio di liane e curiosi come erano andarono a vedere cosa c’era dietro. Videro una porta segreta che faceva entrare nel castello. La porta era di assi di legno consumate dalla pioggia, la maniglia era grande e molto vecchia. Erika stanca della camminata si appoggiò sulla maniglia e iiiiiiiiiiiiiiihhhhhhhhhhhhhhhhhh la porta si aprì. I due ragazzi si trovarono davanti a una scala, la poca luce che filtrava dalle piccole finestre dava un senso di terrore. I ragazzi iniziarono a salire le scale e arrivarono in una stanza circolare e sulle pareti si aprivano sette porte e calata dal soffitto, c’era una grande chiave d’oro che luccicava.
Luca e Erika si girarono per scappare ma la scala era sparita.
Impauriti ma anche curiosi cercarono di aprire la prima porta.
La porta era di colore chiaro con la maniglia gialla e rotonda.
Luca prese la maniglia, era dura da aprire ma alla fine ………………..


Attività grafico pittorica in collaborazione II sezione scuola infanzia e scuola secondaria di I grado